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AKRON Srl
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POLIFENOLI

Antiossidanti:
I segreti dei polifenoli di uva fermentata

Gli antiossidanti sono strumenti importanti per prevenire gli effetti dannosi dello stress ossidativo sulle prestazioni di crescita, sull’immunità e sulla salute dell’animale. Negli ultimi anni gli antiossidanti naturali hanno ricevuto una crescente attenzione a causa della possibile tossicità di quelli sintetici. Pertanto, per i produttori è importante trovare nuove alternative naturali. I polifenoli derivati da estratti vegetali fermentati possono essere una soluzione.

I polifenoli hanno un ruolo centrale all’interno del regno vegetale e animale e offrono interessanti opportunità in campo alimentare e nutraceutico.

I polifenoli sono piccole molecole che si trovano solo nei vegetali e sono i principi attivi di molte piante medicinali. La loro azione principale è quella antiossidante, ovvero catturano e neutralizzano i radicali liberi delle sostanze “ossidanti” che, se vengono prodotte in eccesso, hanno effetti negativi sull’organismo e sono coinvolte nel danno che si osserva in molte patologie. I polifenoli possono avere un effetto protettivo sull’apparato gastro-intestinale perché metabolizzano (trasformano chimicamente) le tossine riducendo la loro azione negativa. In più, favoriscono il mantenimento della eubiosi del microbiota intestinale agendo come una sostanza di tipo prebiotico, il che significa che aumentano la quantità di batteri sani nell'intestino, come i ceppi di

Lactobacillus. In uno studio scientifico è stato dimostrato che rispetto a quelli non trattati con polifenoli, i ratti che consumavano polifenoli del vino rosso avevano batteri predominanti completamente diversi: quelli che non consumavano polifenoli mostravano predominanza di specie Bacteroides, Clostridium e Propionibacterium, mentre i ratti trattati con polifenoli avevano per lo più specie di Bacteroides, Lactobacillus e Bifidobacterium, dimostrando che l'assunzione di polifenoli può avere un notevole impatto sui batteri intestinali. I ricercatori stanno scoprendo che la relazione tra i polifenoli e il microbiota intestinale è una strada a doppio senso: cioè, i polifenoli cambiano la composizione dei batteri intestinali e i batteri intestinali sono responsabili del metabolismo dei polifenoli nei loro metaboliti bioattivi.

In natura, i polifenoli possono essere suddivisi in tre classi, flavonoidi, non flavonoidi e tannini. I tannini, comunemente indicati come acido tannico, sono polifenoli idrosolubili presenti in molti alimenti vegetali. Sono i più utilizzati in nutrizione animale in quanto è stato segnalato che sono responsabili della diminuzione del consumo di mangime, del tasso di crescita e dell'efficienza del mangime.

Il loro utilizzo nei mangimi per l'alimentazione degli animali da allevamento sta diventando sempre più popolare in quanto gli animali sono particolarmente esposti allo stress ossidativo. Per evitare la formazione di radicali liberi che solitamente portano allo stress ossidativo e ad altre patologie legate al redox, è necessario eliminarli o rimuoverli in modo sicuro tramite la somministrazione di composti antiossidanti. Negli ultimi anni sono emerse prove che lo stress ossidativo svolge un ruolo cruciale nello sviluppo e nella perpetuazione dell'infiammazione e il potenziale dei polifenoli vegetali nel combattere lo stress ossidativo e i processi infiammatori negli animali da allevamento è reso ormai noto da tempo. Un'altra azione degli antiossidanti è rappresentata da un miglioramento dello stato alimentare e dell'assunzione di mangime per gli animali poiché alcuni estratti vegetali migliorano il sapore e l'appetibilità del mangime, migliorando l'assunzione di mangime e le prestazioni produttive. La maggiore stimolazione dell'appetito si traduce in un maggiore consumo di mangime e in un aumento di peso. Per quanto riguarda gli estratti vegetali ricchi di polifenoli, è stato dimostrato che aumentano la secrezione digestiva come la saliva e gli enzimi digestivi, migliorando così l'assorbimento e l'utilizzo dei nutrienti che, a loro volta, aumentano la crescita degli animali. Gli studi condotti sui ruminanti si sono concentrati principalmente sull’induzione di cambiamenti nelle popolazioni microbiche del rumine e sui conseguenti effetti sulla fermentazione ruminale.

Alcuni agricoltori della Languedoc, regione viticola francese, hanno invece cominciato ad alimentare il loro bestiame con il vino rosso locale per migliorare il sapore delle loro carni e per ottenere carne di manzo più morbida e gustosa. Due “Angus” e una “Camargue” sono state alimentate con una miscela di uva di scarto, orzo e fieno a cui si è aggiunta la somministrazione di due litri di vino. Il gusto migliore delle carni non è soltanto un risultato del cambiamento della dieta delle vacche, ma anche, sostengono i ricercatori francesi, del miglior stato di salute degli animali determinato dal vino, che può sviluppare benefici effetti.

Nel 2010, un agricoltore canadese, Janice Ravndahl, ha portato avanti un esperimento analogo, introducendo nella dieta dei suoi animali vino rosso 90 giorni prima della macellazione. In Australia, un gruppo di scienziati hanno trovato un legame tra l’alimentazione delle vacche a base di vinacce e l’aumento della produzione di latte, mentre lo chef Gordon Ramsay usa integrare la dieta dei suoi maiali con della birra, per ottenere carni migliori.
Secondo Jean-Charles Tastavy, fondatore di Vinbovin, le mucche possono consumare fino a un litro e mezzo di vino al giorno, l’equivalente umano di due o tre bicchieri. Un’introduzione sistematica del vino nella dieta dei bovini influirà inevitabilmente sui prezzi, spingendo i migliori tagli di carne fino a 100 euro al chilo.

Una carne speciale, insomma, destinata ai ristoranti di alta gamma e già gli chef stellati di Parigi, come Laurent Pourcel, sono molto incuriositi da questa variante, tanto da diventare i migliori clienti della produzione delle carni di manzo della Languedoc.

Il gruppo di ricerca e sviluppo di Akron srl, sulla base delle numerose ricerche scientifiche riguardo ai polifenoli e alla loro attività, ha ideato prodotti ad hoc per garantire un maggior apporto di energia e un aumento dell’appetito da parte dell’animale.

Per garantire un apporto di polifenoli di alta qualità, abbiamo ideato un metodo di produzione innovativo basato sulla fermentazione di estratti vegetali ricchi di sostanze nutritive come prodotti e sottoprodotti della trasformazione di frutta (uva). Questo procedimento, infatti, permette di rendere più biodisponibili i polifenoli che in questo modo vengono assorbiti con maggior facilità dall’animale. Il glicerolo aggiunto nella nostra formulazione invece, a livello nutrizionale è in parte utilizzato dai batteri ruminali per la produzione di AGV e in parte assorbito dalla parete ruminale e trasportato attraverso la via portale del fegato, dove viene rapidamente utilizzato per la sintesi di glucosio. In ragione di questa proprietà, viene utilizzato per prevenire le bovine in stato di chetosi e per mantenere le produzioni durante la prima fase di lattazione. Nei bovini da carne il glicerolo rappresenta una valida alternativa agli alimenti energetici permettendo inoltre una diminuzione del tenore in amido totale della dieta con positive ripercussioni sullo stato di acidosi ruminale.

Questi composti associati a fonti energetiche come melasso e glicerolo permettono di fornire la giusta energia all’animale riequilibrando anche la microflora gastrointestinale.

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FONTI BIBLIOGRAFICHE

“Effect of raw and fermented grape seed on growth performance, antioxidant capacity, and cecal microflora in broiler chickens”
E. Gungor, A. Altop, G. Erener 2021

“Dietary Polyphenol Supplementation in Food Producing Animals: Effects on the Quality of Derived Products” by Valentina Serra, Giancarlo Salvatori, Grazia Pastorelli, 2021
“Antioxidant activity and total polyphenol content of selected herbal medicinal products used in Poland “ Aleksandra Duda-Chodak*, Tomasz Tarko, Magdalena Rus