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LATTOBACILLI

I batteri lattici hanno assunto un ruolo molto importante nell’attuale realtà scientifica e nutrizionale, tanto che continuano a destare sempre maggiore interesse nel campo della ricerca fondamentale ed applicata, e nell’evoluzione dei processi biotecnologici di preparazione di alimenti per gli animali.

La possibilità di conservare i vegetali mediante insilamento è conosciuta da molti secoli ed è molto diffuso in tutto il mondo. Non sempre però i risultati corrispondono alle aspettative, perché come tutti i processi che dipendono dall’attività di una microflora naturale, sono soggetti a tante variabili.

L’IMPRINTING INIZIALE

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Anche se i microrganismi aerobi sono presenti in numero più elevato nei foraggi freschi essi vengono rapidamente sostituiti da microrganismi che si sviluppano in assenza di ossigeno (microrganismi anaerobi) nei foraggi insilati. Il successo e l’insuccesso dell’insilamento si determina nelle prime ore di conservazione. In questa fase, a seconda del tipo di microrganismi che riesce a colonizzare il substrato e a dominare gli altri, dipende in larga parte la qualità dell’insilato. In condizioni fisiche, chimiche e biologiche normali il ruolo preponderante è svolto dai batteri lattici che, in 48 ore, possono aumentare di centinaia di migliaia di volte. Questo rapidissimo ed intenso sviluppo è possibile quando il residuo nel foraggio è a livelli molto bassi, quando la temperatura si mantiene verso i 25-30 °C, quando il potere tampone dei succhi vegetali è basso e quando nel substrato non sono contenuti composti ad azione antibatterica.

I batteri latici che riescono a svilupparsi in un foraggio insilato sono a metabolismo eterofermentante facoltativo o obbligato.

Gli eterofermentanti facoltativi sono

Bacilli: Lactobacillus plantarum,  Lactobacillus casei, Lactobacillus curvatus, Lactobacillus coryniformis

Cocchi: Pediococcus pentosaceus, Pediococcus acidilactici, Streptococcus faecium

Questa l’associazione di ceppi riesce a rispondere al meglio alle esigenze attuali.

Gli eterofermentanti obligati sono

Bacilli: Lactobacillus brevis, Lactobacillus buchneri, Lactobacillus fermentum

Cocchi: Leuconostoc mesenteroides, Leuconostoc  paramesenterroides ( non devono essere inclusi poiché eseguono una via fermentativa scarsamente efficiente)

Il NOSTRO LACTOBACILLUS PLANTARUM

Un punto base per l’avanzamento delle nostre conoscenze è stato la ricerca di ceppi con caratteristiche complementari e la loro miscelazione in rapporti tali da soddisfare la più ampia gamma possibile di condizioni fisico-chimiche che si presentano. Tra i batteri lattici la specie che più facilmente riesce a colonizzare e a raggiungere valori numerici molto elevati ( 109/g) in un foraggio fresco insilato abbiamo selezionato  L. plantarum.  Questa specie ha dimostrato molto bene la sua stabilità genetica per proprietà funzionali che determinano le attività metaboliche ed antagonistiche e la sua connessione con habitat naturale. Risulta pertanto più idonea per l’insilamento in quanto è più acidificante e non causa perdite energetiche e di sostanza secca, mentre gli eterofermentati obbligati abbassano meno il pH con conseguente perdita di sostanza secca a causa della liberazione di CO2. Nella inevitabile competizione che si realizza tra la microflora normale di un foraggio al momento dell’insilamento risulta di estrema importanza il potere acidificante totale di una determinata microflora, ma più importante ancora è la velocità di acidificazione. La disponibilità di zuccheri rapidamente fermentescibili per i batteri lattici è in gran parte dovuta all’attività degli enzimi vegetali che idrolizzano velocemente i carboidrati complessi nei loro monomeri. I prodotti finali del metabolismo dei batteri eterofermentativi facoltativi variano a seconda del tipo di carboidrati disponibili; infatti, è noto come partendo da arabinosio o xilosio essi producono acido lattico e acido acetico.  Questi accorgimenti permettono di ridurre al minimo la durata della fase aerobica in un insilato e di controllare attivamente lo sviluppo di clostridi, muffe e lieviti, gruppi microbici coinvolti in processi di deterioramento qualitativo del prodotto. L’utilizzo di ceppi di L. plantarum apre così la porta alla possibilità di ottenere un insilato che, oltre a conservare le sue prerogative nutrizionali durante l’insilamento, non risente in modo significativo delle inevitabili esposizione all’aria al desilamento. Non dimentichiamoci però che la riuscita dell’insilamento è estremamente variabile e può essere influenzata anche da fattori come: stagione e condizioni climatiche al momento della raccolta, metodi di taglio e trasporto del foraggio, presenza di materiali in decomposizione e di terreno, trinciatura, livello di appassimento ecc… Qualora, per condizioni esterne, il vegetale non è sia stato raccolto a giusta maturazione, i ricercatori di Akron S.r.l. propongono di ricorrere all’impiego di fonti di carboidrati in associazione con starter per insilati come PERFECT SIL arricchito con enzimi che facilitino la liberazione di monomeri.

I NOSTRI PREPARATI MICROBICI:

  • Sono additivi costituiti da microrganismi vivi, non inferiore a 109 /g e che devono arrivare vivi sul foraggio
  • Sono capaci di utilizzare il substrato al massimo per estrinsecare tutte le loro capacità biologiche
  •  Sono miscele di ceppi con attitudini complementari
  • Possiedono capacità di fermentare attivamente gli zuccheri tipici dei vegetali
  • Possiedono una buona capacità competitiva
  • Sono stabili geneticamente e nei loro caratteri fisiologici
  • Sono in grado di produrre aminoacidi essenziali
  • Aumentano la quantità di acidi prodotti
  • Sono in grado di prevenire lo sviluppo di clostridi e muffe
  • Sono in grado di iniziare un processo fermentativo in cui microrganismi indesiderati vengono rapidamente inibiti
  • Possiedono un “marker“ per la loro identificazione e protezione
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